Carefull Europe

Ripensiamo il sistema della cura a livello europeo!

Come potremmo aumentare e migliorare le attività di cura e assistenza?

“L’Europa che cura” proteggerà e migliorerà i supporti e i servizi per le persone che ne hanno bisogno, tenendo presente che, da soli, i servizi di buona qualità non sono sufficienti per una buona qualità della vita: le persone hanno anche bisogno di vivere in quartieri e comunità che offrano connessione, partecipazione e opportunità per prendersi cura gli uni degli altri.

La ricerca e le politiche attuali dimostrano che i fattori chiave per la realizzazione di questo obiettivo sono:

  • La centralità della persona
  • Integrata
  • Valorizzando le tecnologie
  • Trasformativa

I partners del progetto europeo SHAPES, in collaborazione con AIAS Bologna, lanciano una Call for Action indirizzata ai parlamentari europei, promossa dall’europarlamentare finlandese Sirpa Pietikäinen.

L’iniziativa punta a promuovere un’Unione europea più inclusiva, accessibile ed equa. Un’Europa che garantisca ai suoi cittadini più anziani pari opportunità, indipendentemente dalle loro difficoltà o abilità fisiche o mentali.

Per sottoscrivere la campagna e avere maggiori informazioni:
https://shapes2020.eu/creating-a-more-carefull-europe/

Per scaricare la Call for action

Come saranno i servizi del futuro e quale sarà l’impatto delle tecnologie digitali?

La digitalizzazione può rivoluzionare l’inclusione sociale, offrendo nuove opportunità e soluzioni di lavoro, istruzione e vita inclusiva per le persone con disabilità,  anche attraverso servizi di supporto più efficaci e digitalizzati ?

Evert-Jan Hoogerwerf,  Direttore del centro We Care More, si è interrogato su questo tema, confrontandosi con numerosi esperti del settore, durante la conferenza annuale dell’EASPD (European Association of Service providers for Persons with Disabilities), tenutasi a Bruxelles nell’ottobre del 2021.
Il confronto ha portato alla redazione di un interessante rapporto su come possiamo – collettivamente – trarre il massimo dalla digitalizzazione per promuovere l’inclusione sociale, sia per le persone con disabilità che attraverso servizi di supporto.

Ad esempio, le tecnologie digitali possono aiutare a ridurre le barriere che alcune persone con disabilità affrontano nel venire al lavoro; sia permettendo alle persone di lavorare da casa e
essere connessi digitalmente all’ufficio o facilitando l’accessibilità dei percorsi di trasporto da e verso l’ufficio.
Le nuove tecnologie stanno anche aiutando le persone con disabilità a vivere in modo indipendente attraverso, ad esempio,  “robot” o piattaforme online (Rosken, Crosby & Fuzesi, 2021).
Se sviluppate nel modo giusto, queste tecnologie significheranno che i servizi di supporto sono solo un semplice click di distanza.

La tecnologia trasformerà anche il modo in cui l’assistenza sociale e i servizi di supporto sono sviluppati e implementati. Tali tecnologie possono  essere utili per i professionisti che sostengono quotidianamente le persone con disabilità. Per esempio, attraverso applicazioni per l’assistenza a distanza, o per gestire meglio il carico di lavoro e ottimizzare i processi.

Non è esagerato dire che la digitalizzazione può davvero rivoluzionare l’inclusione sociale. Eppure, come mostrano le statistiche, siamo ancora lontani dal rendere questo una realtà per tutti. C’è un
chiaro divario digitale per le persone con disabilità. Le imprese tecnologiche, i politici e l’insieme degli stakeholders dovranno considerare, nei prossimi anni, come rendere la transizione digitale inclusiva per tutti.

– Come cambierà la rivoluzione digitale il settore sociale ?

– Come saranno i servizi del futuro ?

– Come possiamo assicurare un allineamento completo e benefico del settore sociale al  processo di trasformazione digitale ?

Per consultare il rapporto completo (in inglese):
Technology in Social Care and Support Services

Il Residence Care per Anziani diventa Smart

Welfare: in Emilia-Romagna, a Novi di Modena, il Residence Care per anziani diventa Smart

In Emilia-Romagna, a Novi di Modena, il Residence Care per anziani diventa Smart grazie a sensori che monitorano il benessere degli ospiti e dell’ambiente. La vicepresidente della Regione Schlein e l’assessore Salomoni: “Esempio innovativo di tecnologia al servizio delle persone, modello apripista da diffondere sul territorio. La domiciliarità è alla base della nostra idea di assistenza in sanità e nel sociale”.

Nel Residence Care “R. Rossi” di Novi di Modena è partito un progetto che vuole sperimentare l’impatto sul sociale delle tecnologie di domotica IoT (Internet of things), promosso dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con l’Unione Terre d’Argine, l’Asp Terre d’Argine, il Comune di Novi e realizzato da Lepida ScpA – la società in house della Regione per l’infrastrutturazione digitale – in collaborazione con Aias Bologna Onlus.

Secondo Massimiliano Malavasi del centro We care More di Aias Bologna onlus, si tratta di una sperimentazione importante, a cui l’Associazione ha aderito con convinzione fino dalle fasi iniziali:

“Il centro WeCareMore nasce a partire dalla lunga esperienza multidisciplinare di Aias Bologna Onlus nel campo delle tecnologie assistive a servizio della disabilità.

Portare questo tipo di soluzioni nell’ambito della fragilità legata all’età avanzata porta però a nuove sfide. Il focus è spesso più spostato sui temi della prevenzione e della sicurezza della persona, mentre nuove forme di barriere possono ostacolare l’utilizzo di queste importanti soluzioni. All’interno di questo progetto l’equipe di WeCareMore ha portato la sua esperienza non solo nell’ambito delle tecnologie ICT, ma anche in quello dell’adattamento ambientale.

In particolare, è stata sviluppata una dashboard efficace, ma estremante semplice da utilizzare, che consente agli operatori di visualizzare i dati ambientali in modo rapido ed esaustivo. L’esperienza nella domotica ha poi permesso di definire il kit di sensori più adeguati, pur minimizzando al massimo l’impatto del loro inserimento nelle case degli utenti, fattore primario in questa fascia di età. L’esperienza in diversi progetti di ricerca internazionale ha infine permesso di individuare il set di parametri ambientali più adeguati al tipo di sperimentazione. Siamo molto contenti dei risultati e speriamo che il sistema, progettato in modo modulare, possa ulteriormente espandersi in futuro.”

Maggiori informazioni sul sito della Regione

Link a Lepida: A Novi di Modena un Residence Care per anziani smart